I Love Alaska

Tutto è inziato il 4 Agosto 2006, quando AOL pubblicò dei file contenenti le ricerce dei tre mesi precedenti effettuate da 650.000 utenti. Sebbene gli utenti fossero rimasti anonimi, perchè identificati soltanto da un numero progressivo, lo scandalo fu immediato ed imminente. Infatti le liste di parole chiave cercate dagli utenti – circa 20 milioni – potevano ben delineare le abitudini, i desideri nascosti, gli interessi di tutti quegli user#xxxxxx, insomma la loro vita privata ed in alcuni casi l’identità.

Visto che il tutto mi affascinava parecchio, ho iniziato a documentarmi facendo affidamento ad un motore di ricerca ovviamente!

Ho scoperto che tutte queste ricerche messe a “disposizione” da AOL- non si è ancora capito se per errore o per spirito accademico come ha affermato qualcuno – hanno fatto il giro della rete e sono state lette da moltissime persone intorno al mondo, tra cui due registi olandesi. Colpiti dalle ricerche dello user#711391, ne hanno tratto ispirazione per un Minimovie, un documentario ad espisodi distribuito esclusivamente nella rete . Questo Mini Film – concedetemi la traduzione – si intitola I love Alaska e consiste di video dei paesaggi desolati dell’Alaska con il sottofondo di una voce narrante che elenca semplicemente le ricerche effettuate da user#711391. Le ricerche sono un’interrogazione continua all’oracolo del nuovo millennio, il motore di ricerca: filosofia, religione, psicologia, ma anche cose più pratiche come lifestyle, gossip e cura della casa. User#711391 – presumibilmente una donna di mezza età del Texas – ha confidato ad AOL tutti i suoi segreti, dubbi e pensieri, compreso il fatto di amare l’Alaska e di volerci andare a vivere con il suo compagno.

Una storia come tante, tra le 650.000, che fa riflettere sulla natura umana e sul rapporto uomo/macchina. Non un semplice utilizzo della seconda da parte del primo, ma quasi un affidarsi da parte dell’uomo alla macchina. Non delle semplici liste di parole chiave, ma dei racconti di vita vera.