Ho un grande sogno: cambiare il mondo e renderlo un posto migliore, dove le ingiustizie e le differenze di classe non esistono, dove la violenza non viene praticata, dove la pace e l’amore regnano incontrastati.
Questo il grande sogno dei giovani sessantottini e giù di lì…avrete capito che sto parlando dell’ultimo chiacchieratissimo film di Michele Placido. Dai titoli di coda fino al ritorno a casa, ho iniziato a maturarne un’opinione abbastanza deludente.
Chiaro è solo il mio parere, ma per me le cose stanno così: troppa carne al fuoco. E la storia d’amore e le lotte studentesche e i conflitti generazionali, chi più ne ha più ne metta; tutti visti da lontano, tutti sfuocati e sbiaditi. Non c’è un filone, di quelli menzionati, che mi abbia coinvolto davvero. I personaggi sono un luogo comune dietro l’altro, allineati come tessere del domino e fatti cadere a mano a mano che la trama procede. Non mi ha convinto allo stesso modo di Romanzo Criminale, eccezionale spaccato della criminalità romana degli anni 1970.
L’unico che mi ha stupito è quello sul quale riponevo poche aspettative. Parlo di Riccardo Scamarcio, con un personaggio ben caratterizzato e una buona recitazione. Lui interpreta Nicoula, poliziotto puglieise aspirante attore, alias il giovane Placido alle prime armi. E sarei stata curiosa di vedere come sarebbe stato il film guardando più a fondo il grande sogno di Nicoula…voi che dite?
